Boyer-Martenot: eleganza e innovazione a Meursault

 

Il Domaine Vincent Boyer-Martenot è presente a Meursault da quattro generazioni. Dal 2002 è gestito dal giovane e dinamico Vincent, che lo ha preso in mano ad appena 22 anni. Si compone di circa 10 ettari vitati, quasi tutti situati sul comune di Meursault, più alcune parcelle a Puligny-Montrachet, Pommard e Auxey-Duresses. Le rese produttive sono modeste in ragione dell’età avanzata delle vigne. La produzione annua è di circa 40.000 bottiglie.
Le vigne sono condotte in regime biologico e lo stile di vinificazione è poco interventista. Lieviti indigeni;  solfitazioni e filtrazioni ridotte all’essenziale. 

Da quest’anno, in collaborazione con Emmanuel Lucas De Bar, produttore in Linguadoca, Vincent ha creato il nuovo domaine Boyer-De Bar. Attualmente sono in produzione uno Chardonnay e un Pinot Nero, da uve prodotte in Linguadoca ma affinate a Meursault, in pure stile borgognone. Gli inizi sono decisamente promettenti, e i vini al momento tutti esauriti prima ancora della commercializzazione.

Le vinificazioni durano in media 2 anni, di cui circa 10-12 mesi in tonneaux e il restante in uova di cemento e grandi botti ovali di rovere. La percentuale di legno nuovo è sempre inferiore al 20%, e l’affinamento in uova di cemento, vera innovazione del domaine, conferisce ai vini maggiore tensione e verticalità. Quelli di Vincent sono tutti vini caratterizzati da notevole energia: c’è sempre molta materia ma il particolare tipo di affinamento li rende sempre molto agili e dinamici.

Meursault Cuvée Fernand 2019: è il vino bandiera del domaine, che nasce dall’assemblaggio di quattro diverse parcelle situate sul comune di Meursault. E’ forse il vino in cui la spinta acida è maggiormente presente. Il profilo aromatico del 2019 è caratterizzato da leggere note di pietra focaia che si alternato a più classici profumi  agrumeti. E’ anche il vino che in genere risulta pronto prima.

Meursault Les Narvaux 2019. Si apre su profili complessi di agrumi e fiori bianchi. La bocca è ampia ma sorretta da una acidità in perfetto equilibrio, e la componente minerale emerge netta e decisa. Un vino già appropriabile da giovane, ma che beneficierà di qualche anno di affinamento supplementare.

Meursault 1er cru Genevrières 2019. Dal profilo aromatico simile al Narvaux, ma con maggiore dettaglio e precisione. La bocca è estremamente elegante anche se alcune componenti non sono ancora del tutto in posizione. E’ la cuvée senza dubbio  più fine, quasi sussurrata.

Meursault 1er cru Perrières 2019. Qui ritornano prepotenti le note di pietra focaia, con un ricchissimo bouquet di agrumi. E’ tuttavia in bocca che il Perrières esprime tutta la sua grandezza, fatta di intensa mineralità, profondità e lunghezza, con note quasi saline. Rispetto al 2018, in questa annata il Perrières si distacca in modo più deciso da tutto il resto della gamma.

*Visita in cantina effettuata il 17 febbraio 2022

 

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