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Drink Wine, not Labels: il Langhe Nebbiolo di Alessandro Salvano

Alessandro Salvano è un giovanissimo vigneron di Langa di cui sente parlare pochissimo, anche perché le poche bottiglie prodotte spariscono all’estero in un amen.
Il suo progetto è una sfida al tempo stesso umile e ambiziosa: innovare nella vinificazione del più tradizionale dei vitigni di Langa, senza perdere il legame con il terroir e la tradizione.
Elabora vini a partire da poche vigne a Montelupo Albese, al confine estremo della Langa.

Alessandro vinifica il nebbiolo con eleganza e grazia. L’uso del grappolo intero non è un effetto di moda, ma l’esito coerente di un percorso di ricerca, che si completa con vinificazioni brevi e affinamenti in inox. Sorvolo sul fatto, in realtà non banale, che il vino è non filtrato, e nonostante questo di una trasparenza cristallina che ipnotizza. Tutto è al suo posto, tutto preciso, dettagliato, controllato e al tempo stesso emozionante.
Il 2021 è la sua terza vendemmia, e già emerge un progetto coerente e preciso.
Il vino si veste di rosso rubino brillante, di una trasparenza impeccabile. Al naso dominano petali di rosa e fruttini rossi. Una delicatezza quasi struggente, più da pinot nero che da nebbiolo. Al tempo stesso c’è profondità e persistenza. Bocca e naso sono in un equilibrio perfetto.
In bocca la trama tannica è sempre presente ma misurata e mai invadente. Il tannino è levigato eppur presente, a ricordarci da dove viene questo vino, terra e vitigno.
Malgrado l’annata calda e siccitosa Alessandro è riuscito a realizzare un vino slanciato, fine, e al tempo stesso profondamente territoriale. E’ un vino che disorienta per la sua capacità di unire il qui delle Langhe e un altrove non ben definito.
C’è una semplicità immediata che colpisce, ma che affascina soprattutto per la complessità che sopraggiunge.

Sulle etichette dei vini di Alessandro campeggia una frase tratta da uno dei padri fondatori dell’enologia moderna, Maynard Amerine: Drink wine, not labels (bevete il vino, non le etichette). Mai sentenza è stata più azzeccata.
Bevete i vini di Alessandro senza preconcetti. Però mentre assaggiate il suo nebbiolo pensate a tutti gli altri nebbioli che avete bevuto negli anni, e chiedetevi cos’è che di nuovo porta questo vino.
Ciascuno di voi avrà la sua risposta. La mia, dopo che la bottiglia è sparita in un attimo, è che nelle Langhe, terra di tradizione e conservazione, siamo finalmente di fronte a qualcosa di nuovo.

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