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Cantina Santamaria, Barolo Capalòt 2016

Walter Viberti è un vignaiolo di poche parole. Nonostante la (relativamente) giovane età, Walter non si concede al mondo social: ha un sito molto basic e non aggiornato, non è su Instagram, né su Facebook. Non parliamo di tik tok.
I suoi vini sono di poche parole come lui, vini che devi cercare per apprezzarne la complessità e l’intensità profonda.
Walter non lavora soltanto lontano dai proiettori, ma anche lontano dai discorsi sul vino, e questo aiuta a capire ciò che troviamo nel bicchiere.
Cioè un’interpretazione personale dello stile tradizionale. Il lavoro di un produttore che ha imparato dalle generazioni passate e ha affinato il proprio stile senza troppo curarsi dei segni dei tempi.
Già questo ne fa un vino che è doveroso assaggiare, un’interpretazione tradizionale, personale e al tempo stesso innovativa di ciò che vuol dire vinificare il nebbiolo a partire a vigne di grande valore, oggi.
Nei pochi ettari di vigne di proprietà trova spazio solo il nebbiolo, declinato in tre versioni: un Langhe nebbiolo, un barolo, e un barolo riserva.
Tutte le vigne sono nel cuore di La Morra, nella menzione Capalòt.
Il Capalòt è una delle menzioni più prestigiose di La Morra. Le vigne di Viberti hanno un’età media di 30 anni e sono situate ad un’altezza media di 300mt su un suolo di marne argillo-calcaree con venature sabbiose che conferiscono i tannini setosi e vellutati tipici dei baroli di La Morra. L’esposizione è est sud-est e assicura importanti escursioni termiche notturne e temperature più temperate rispetto alle esposizioni di sud sud-ovest. Un altro fattore importante per apprezzare i vini di Walter.
Le vinificazioni sono tradizionali e poco interventiste: lieviti indigeni, macerazioni sulle bucce di circa 15-20 giorni, botti grandi con parecchi decenni sulle spalle.
Nulla di iper-tradizionale (botti da 10hl, macerazioni abbastanza corte), ma nemmeno concessioni eccessive al nuovo (no macerazione carbonica, no grappolo intero, no fermentazione a temperatura controllata, no biodinamica).
Il risultato è un barolo classico ma intrigante, dal naso austero e aristocratico, ma dal tannino gentile ed aggraziato.

Il colore è quello tipico di un barolo importante: rosso granato scarico ma brillante, di una bellissima trasparenza.
Al naso dominano i profumi terziari della frutta sciroppata e sotto spirito, con note di sottobosco sullo sfondo. Con l’ossigenazione emergono note più fresche e mentolate e balsamiche.
In bocca il sorso è lungo e persistente senza mai essere pesante. Il tannino è presente ma già ben integrato. Un accompagnamento di carne rende la beva estremamente fluida e piacevole.

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