Edoardo Sobrino

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Edoardo Sobrino è un imprenditore edile ritornato alla tradizione familiare della viticultura. Possiede un patrimonio familiare di circa nove ettari tra i comuni di Verduno e Diano d’Alba, che coltiva come un giardino. La cura maniacale per le piante, le rese basse e un lavoro preciso ma poco interventista in cantina sono alla base di vini fortemente territoriali. Le vigne sono coltivate in regime biologico non certificato. In cantina non si usano lieviti selezionati e i vini non sono né filtrati né chiarificati. Sola tecnologia utilizzata è quella per il controllo della temperatura durante le fermentazioni. Le fermentazioni avvengono in contenitori di acciaio e gli affinamenti in botti di rovere di media capacità.
Dai suoi nove ettari Edoardo produce circa 25.000 bottiglie l’anno, che mette in commercio dopo un lungo affinamento in bottiglia. Edoardo vinifica infatti in modo tradizionale, senza smussare le durezze del tannino e dell’acidità. Un po’ come si faceva una volta, per garantire al vino longevità. Proprio per questo, per evitare che i vini arrivino sulla tavola quando non sono pronti, Edoardo ne ritarda la messa in commercio. Una vera benedizione per i consumatori di oggi, che fanno sempre più fatica a conservare il vino in cantina per lunghi periodi.
I vini di Edoardo sono rigorosi e filologici: esprimono il terroir ma anche il vitigno e l’annata nelle loro intime peculiarità.
La grande maggioranza delle bottiglie sono vendute all’estero, e questo spiega la poca notorietà di questo produttore in Italia.
Ma come abbiamo potuto toccare con mano durante due degustazioni alla cieca, una dedicata alla barbera (link qui) e una al Barolo Monvigliero (link qui), i suoi vini arrivano sempre sul podio, e vincono il confronto con rivali dal prezzo ben maggiore.

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