Langhe Ottobre 2022

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La 2019 e 2020 sono state due ottime annate per il nebbiolo. Più elegante e fine la 2019, più ampia ed energica la 2020. Ma nel complesso eccellenti, soprattutto se comparate ad annate calde e siccitose come la 2017, 2021 e 2022.
Ora sono in uscita i Barbaresco 2019 e molti Nebbiolo 2020. Ma c’è anche qualche buona sorpresa a Barolo, dove c’è chi in 2018 ha fatto estremamente bene. In questa proposta troverete anche due ‘chicche’ dalla splendida annata 2016.

Brezza
Quella di Brezza è una cantina storica, dallo stile classico e tradizionale.
Sul barolo Brezza sbaglia raramente, soprattutto quando parliamo del suo cru più prestigioso, il Sarmassa.
Il Barolo Sarmassa 2018 è tra quelli che più mi hanno convinto in quest’annata molto difficile da decifrare, in cui anche i grandi spesso non hanno fatto bene, ma in cui ci sono vere eccellenze (vedi Colombo). Il Sarmassa è elegante, fine, dal tannino fitto e vellutato.
Ancora più interessante la Riserva Vigna Bricco 2016.  Vino complesso, longevo, appagante. Fantastico. Ma dovrà riposare in cantina qualche anno prima di dare il meglio di sé.

Le More Bianche
Le More Bianche è una cantina recente ma con uno sguardo molto chiaro sul futuro. Alessandro Bovio è stato a lungo consulente ed enologo per un’importante società piemontese. Questa grande competenza enologica è ora messa al servizio di una visione che valorizza la natura ed è per questo poco interventista. Tutti i vini di Alessandro hanno un’impronta originale.

Paolo Giordano
Paolo fa parte delle nuove promesse delle Langhe, con appezzamenti molto belli in Castiglione Falletto. Nell’attesa di vedere cosa farà con il Barolo, il suo langhe nebbiolo è un piccolo capolavoro di equilibrio tra tradizione e contemporaneità, fresco e di grande bevibilità ma con lo scheletro tannico di un grande terroir come Castiglione Falletto.

Cantina Santamaria
Produttore schivo e molto tradizionalista, che segue una linea stilistica tutta sua, giocata sui toni più autunnali del nebbiolo, il solo vitigno coltivano nei sui 3 ettari di proprietà.

Cascina Roccalini
Paolo Veglio è innanzitutto un agricoltore. Per oltre 15 anni ha venduto le uve a Giacosa, apprendendo a lavorare in vigna secondo gli standard agronomici più alti. Da circa 10 anni vinifica in proprio, in uno stile non interventista. I barbaresco sono sempre precisi ed appaganti.

Cascina delle Rose
Un produttore sempre più sulla cresta dell’onda, per lo stile elegante dei suoi vini. Pochissime bottiglie prodotte e da quest’anno una prima assegnazione per me, speriamo in crescita gli anni prossimi. Provate il nebbiolo quest’anno per prendere il barbaresco l’anno prossimo

Serafino Rivella
L’icona di Barbaresco. Senza se e senza ma. 2 ettari e meno di 15.000 bottiglie.

Francesco Versio
Francesco è uno dei principali interpreti del rinnovamento nelle Langhe, alla ricerca di uno stile sempre molto preciso, elegante, fine. Barbaresco e Nebbiolo sono sempre al vertice delle rispettive categorie.

Alessandro Salvano (Drink Wine Not Labels)
Il vignaiolo più contemporaneo di tutti, quello che più innova nello stile, nella direzione tracciata da Gianluca Colombo, Alessandro Bovio e Francesco Versio.

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